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Visions Dopo le “Rencontres D’Arles”, in Provenza, con la retrospettiva su Mick Jagger, con il suo ritratto del 2007 in compagnia di artisti come Herb Ritts, Andy Warhol, Robert Mapplethorpe, Annie Leibovitz e altri, Simone Cecchetti torna in mostra, per la prima volta in una galleria d’arte, con il suo nuovo progetto, “Visions”. Da Madonna a Bruce Springsteen, passando per Depeche Mode e Bjork, con uno sguardo particolare alla foto sperimentale. Per la prima volta tutti insieme, in nome dell’arte, i grandi artisti dei palchi da stadio e gli incredibili concerti che l’underground romano ci offre ogni sera. Dallo stadio da 100.000 paganti al piccolo club da 50 posti. Perché “Visions”? Il termine visione può significare diverse cose. Percezione, visione mistica, allucinazione. 50 scatti in concerto che seguono questi tre significati. La percezione, l'interpretazione reale di quello che una persona vede. La visione spirituale, i divi del rock spesso sono visti come divinità. Le allucinazioni, quello che vedi forse non è proprio quello che pensi di vedere. Un concerto è una performance in cui diversi elementi si fondono: musica, odori, luce, sudore, sguardi. Simone Cecchetti cerca di interpretare tutto questo in forma fotografica lasciando da parte la mera situazione descrittiva ma proponendo qualcosa di più importante. Fotografare non solo per descrivere ma per raccontare. Tutto questo seguento queste tre tracce che la parola “visione” sta a significare. Un modo diverso di vedere la fotografia musicale.
Visions, dal 16 al 27 febbraio 2011 Vernissage 16 febbraio dalle ore 18,00. Ingresso libero Orari: dal lunedì al sabato dalle 15:00 alle 21:00. Domenica chiuso
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